Domino CSI

Le indagini per trovare la marcatura laser perfetta

Le indagini scientifiche che si svolgono alla Laser Academy di Domino ad Amburgo spesso sono simili a quelle svolte da un team forense che cerca di risolvere un caso. La fisica dei laser Katharina Janβen ci spiega come la Laser Academy analizzi i substrati per permettere ai clienti di ottenere una codifica sempre di massima qualità.



Ogni giorno il laboratorio riceve una nuova partita di campioni di substrati da testare. I campioni possono includere plastica in PET, foil flessibili o film, diversi tipi di astucci, cartoni, lattine di alluminio, o materiali naturali come vetro, legno o grès porcellanato.

Uno dei nostri clienti, ad esempio, che ha deciso di utilizzare degli imballaggi più eco-sostenibili, potrebbe voler assicurarsi che il laser Domino continui a realizzare una codifica di alta qualità anche su questo tipo di packaging. O forse ha bisogno di marcare un packaging completamente diverso da quello che utilizzava prima per lanciare un nuovo prodotto.

È anche successo, per fare un altro esempio, che il fornitore di uno dei nostri clienti avesse modificato la composizione del packaging senza avvertirli. La modifica della composizione del packaging può avere delle conseguenze sugli obiettivi di sostenibilità dell’azienda e causare dei problemi alla qualità della codifica e portare quindi a dei fermi linea e ad uno scarto di prodotti. Senza le capacità investigative di Domino, questo cambiamento della composizione non sarebbe mai venuto alla luce.


Marcatura laser perfetta - Marcatori Laser Domino


Indagare con precisione

La chiave per ottenere una marcatura di alta qualità sta nel corretto allineamento della lunghezza d’onda del laser e delle caratteristiche assorbenti del substrato, il che fondamentalmente significa ottenere un’interazione favorevole tra luce e materia.

Una volta ricevuto un campione per la codifica, lo portiamo al  nostro laboratorio per comprendere le principali caratteristiche del substrato. In questo modo siamo in grado di mappare la funzionalità molecolare del materiale utilizzando uno strumento chiamato spettrometro, che ci fornisce un quadro di come gli elementi strutturali del materiale siano legati tra loro.

Abbiamo anche un altro spettrometro con il quale possiamo decidere se marcare il substrato con una codifica laser a fibra o a UV.



Impronta di marcatura laser su vetro

Il database Domino di “impronte digitali”

Questo strumento ci consente di avere una capacità di informazione analitica tale da creare delle impronte digitali univoche dei campioni che riceviamo. Una prima analisi ci permette di creare un nuovo profilo del substrato e di vedere immediatamente se combacia con altri profili conservati nella libreria digitale. In questo modo possiamo vedere quale laser è stato usato in precedenza per creare una buona codifica e possiamo identificare più rapidamente il tipo di laser più adatto per le esigenze del cliente.

Ogni impronta digitale del substrato è profilata, quindi possiamo consigliare il laser corretto a nuovi o attuali clienti in base al tipo di substrato che vogliono codificare. In alcuni casi raccomandiamo di rivestire il substrato con un rivestimento sensibile al laser o di inserire un campo colorato per avere un miglior contrasto.



Trovare la giusta lunghezza d’onda

Il polietilentereftalato (PET) è un materiale molto utilizzato per le bottiglie d’acqua o di bibite i nostri scanner mostrano molti picchi e valli durante le analisi del materiale. Il nostro obbiettivo è quello di trovare la lunghezza d’onda giusta con la quale irradiare il materiale in corrispondenza dei picchi (punti caldi) per ottenere la miglior marcatura possibile. Irradiare le valli (punti freddi) con la lunghezza d’onda del laser lascerebbe il materiale freddo e otterremmo una codifica di scarsa qualità.


Ogni materiale ha la sua impronta digitale univoca, e ogni materiale ha punti caldi e punti freddi, ma il luogo in cui questi punti si trovano cambia enormemente da materiale a materiale.

Verificare la qualità di codici leggibili da macchine è un passaggio importante durante l’attività di campionamento. Utilizziamo uno strumento per verificare che il grado di qualità della codifica sia appropriato per quel determinato tipo di prodotto. Ad esempio, i codici 2D leggibili da macchine per il packaging farmaceutico hanno dei requisiti molto diversi da quelli utilizzati sulle scatole di pizza che possono essere letti facilmente da un occhio umano.

Una volta, analizzando un campione, ero entusiasta perché la mia sfida era capire perché il laser a fibra non funzionasse su un certo tipo di substrato nero e per fare questo l’ho analizzato usando il nostro spettrometro UV. Ho scoperto che la codifica su quel substrato non era possibile, perché il colore nero era composto solo da colori primari, e il laser a fibra non sbianca “falsi colori neri”.

Il lavoro che svolgiamo nei nostri laboratori è eccitante perché è un lavoro che si basa essenzialmente sugli esperimenti. Data la rapida evoluzione che subiscono questi materiali, utilizzando l’innovazione scientifica abbiamo l’opportunità di sapere per primi che influenza avrà la composizione del substrato sul laser.


Marcatura laser su vetro