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Migliorare la tracciabilità di alimenti e bevande con la serializzazione

Dopo il settore farmaceutico, probabilmente anche quello food & beverage utilizzerà la serializzazione per la tracciabilità dei prodotti

tracciabilità alimenti e bevande con la serializzazione

L’ultimo decennio ha visto un aumento sempre più marcato di norme e leggi sulla tracciabilità dei prodotti per proteggere i consumatori.

La serializzazione dei prodotti oggi è un requisito obbligatorio in molti settori industriali, come dei prodotti farmaceutici, dei dispositivi medici o del tabacco. Con l’aumento a livello globale dell’attenzione sulla sicurezza dei consumatori, anche le aziende di altri settori industriali dovrebbero iniziare a prepararsi per rispettare future norme sulla tracciabilità dei prodotti.

Le industrie del settore alimentare sono le prime candidate per le norme sulla tracciabilità, visto che è proprio questo settore ad essere stato scosso negli ultimi da diversi scandali sulla sicurezza alimentare. Inoltre, la tracciabilità su alcuni prodotti alimentari arriverà a breve in alcuni paesi, come negli Stati Uniti, con l’entrata in vigore del Food Safety Modernization Act.

scansione qr code alimenti per tracciabilità e lotta alla contraffazione

Ritiro dei prodotti e sicurezza dei consumatori

 La spinta principale dietro alla tracciabilità dei prodotti alimentari è legata alla sicurezza dei consumatori e alla necessità di ritiro dei prodotti dal mercato. Il ritiro dei prodotti può rendersi necessario quando, ad esempio, c’è la presenza di allergeni o additivi non riportati sulla confezione o nel caso di contaminazione delle materie prime.

La tracciabilità dei prodotti attraverso la codifica e marcatura, può fornire un metodo per garantire l’individuazione degli alimenti lungo la supply chain e per ritirarli dal mercato in modo semplice e veloce, quando necessario.

Se dovesse sorgere la necessità di ritirare dei prodotti, tutti gli attori coinvolti (dai fornitori di materie prime fino alle aziende produttrici) potrebbero utilizzare i codici dei singoli prodotti e dei lotti coinvolti e rintracciarli. Questo aiuta a definire dei parametri precisi per il ritiro, minimizzando lo spreco di prodotti e riducendo il tempo necessario per individuare il problema senza compromettere la salute dei consumatori.

Senza la tracciabilità, in caso di rischi per la sicurezza alimentare può essere necessario il ritiro di tutti i prodotti alimentari a livello nazionale. Proprio come avvenne nel 2018 negli Stati Uniti con un focolaio di E. coli legati alla vendita di lattuga romana. All’epoca, i tentativi della FDA (Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) di rintracciare la fonte del focolaio, si sono dovuti scontrare con la scarsa tracciabilità di questi prodotti alimentari, portando a chiederne il ritiro dall’intero mercato nazionale. Non poter comprare della lattuga romana può sembrare un problema di poco conto, ma le ripercussioni sono state gravi e hanno coinvolto supermercati, ristoranti e produttori di alimenti.

Un report del 2021 sull’impatto economico del focolaio di E. coli ha stimato che ad essere colpite sono state soprattutto le aziende produttrici e quelle coinvolte nella logistica. Il costo totale stimato per il ritiro di tutta la lattuga romana raccolta è stato di circa 20,6 milioni di dollari, con costi aggiuntivi di 37,3 milioni di dollari derivanti dalle scorte di lattuga sprecate, visto che non potevano essere raccolte o vendute.

Gli impatti economici diretti dei richiami di lattuga romana si sono aggiunti al danno all’immagine del brand. Molte attività ristorative e fornitori di prodotti confezionati si sono ritrovati impossibilitati nel fornire i loro prodotti, portando ad una inevitabile perdita di clienti. I richiami di prodotti, inoltre, possono causare danni anche molti seri alla reputazione di un’azienda, causando perdite economiche anche molto tempo dopo la risoluzione dell’emergenza.

sistemi visione e controllo beverage
3 - ispezione prodotti confezionati

Soluzioni di tracciabilità per prodotti alimentari e bevande

 La prospettiva di integrare dei sistemi di tracciabilità nei processi produttivi può sembrare costosa. E in effetti l’introduzione della serializzazione nei settori in cui è diventata obbligatoria, come in quello farmaceutico in molti paesi, ha avuto un costo elevato per le aziende, ma questo non significa che tutte le soluzioni per la tracciabilità debbano costare un patrimonio.

Per gli alimenti a basso costo e ad alto rendimento, come nel caso di frutta e verdura, la tracciabilità può essere facilitata dalla stampa di semplici codici lotto su imballaggi e pallet. Questo tipo di codici lotto permettono di rintracciare i prodotti lungo l’intera catena produttiva: dal campo in cui il prodotto è stato coltivato, allo stabilimento in cui è stato confezionato, fino alla tavola del consumatore che lo ha acquistato.

Nel caso di rischi per la sicurezza alimentare, la tracciabilità dei codici lotto permetterebbe alle aziende o ai coltivatori di sapere qual è il rivenditore che ha ricevuto quel lotto, e permetterebbe ai rivenditori di stabilire da dove proviene il prodotto contaminato.

grafica tracciabilità alimenti bevande serializzazione

Frodi alimentari, contraffazioni e adulterazioni

L’implementazione della tracciabilità dei lotti per gli alimenti freschi, inoltre, può aiutare aziende e consumatori nel difendersi dalle frodi, soprattutto nel caso di prodotti contaminati con additivi non dichiarati, cioè la cosiddetta “adulterazione alimentare”. L’adulterazione alimentare si verifica quando delle materie prime fraudolente contaminate vengono immesse all’interno della supply chain, mettendo così in pericolo sia aziende che consumatori.

Il rischio dell’adulterazione alimentare oggi è sempre più concreto, con i problemi che si trovano ad affrontare oggi le supply chain e con la carenza globale di materie prime. Siamo nel bel mezzo di una delle più gravi crisi delle supply chain della storia moderna, e questo a causa della pandemia da Covid-19, del cambiamento climatico, delle interruzioni nel rifornimento di energia e delle crisi geopolitiche.

Quando le materie prime scarseggiano, inevitabilmente compaiono alternative scadenti o false per colmare il vuoto, e le aziende non si affidano più ai loro soliti fornitori per non interrompere la catena di approvvigionamento, rendendosi così un bersaglio ideale per i fornitori di prodotti illegittimi.

La Food Authenticity Network ha stimato che dall’inizio della pandemia vi sia stato un aumento sostanziale delle frodi alimentari a livello globale, con i casi di adulterazione che hanno visto un aumento del 30%.

Come avviene con tutti i prodotti contraffatti, anche le materi prime “false” possono portare a perdite economiche e a un calo dei consumatori nei confronti di un’azienda, se il tutto si traduce in un prodotto finale inferiore agli standard. E il problema è ancora più serio nel caso delle frodi alimentari, che possono diventare un serio rischio per la salute dei consumatori se all’interno dei prodotti vi sono degli allergeni o dei materiali pericolosi non riportati sulla confezione.

Tra i prodotti alimentari contraffatti con maggior frequenza troviamo:

  • Olio d’oliva: dell’olio fraudolento può essere diluito con dei tipi d’olio di qualità inferiore o che potrebbero contenere degli allergeni o non essere adatti al consumo umano.
  • Latte: è stato scoperto che i prodotti lattiero-caseari annacquati e scadenti contengono melamina, un composto ad alto contenuto proteico noto per causare problemi ai reni.
  • Miele: il miele prodotto illecitamente può essere diluito o composto interamente da zucchero raffinato o sciroppi. È stato anche scoperto che il miele adulterato può contenere antibiotici potenzialmente dannosi.
  • Vini e distillati: gli alcolici illeciti spesso contengono sostanze che possono essere altamente dannose per la salute, tra cui metanolo, antigelo, solvente per unghie e sverniciatori.
  • Prodotti ittici: i prodotti ittici illeciti sono un problema a livello globale, con varietà di pesce costose spesso sostituite con prodotti di qualità inferiore. Un sostituto frequente di alcune varietà di tonno è l’escolar, un pesce grasso e difficile da digerire che può causare problemi gastrointestinali. La vendita di escolar è vietata in alcuni paesi, tra cui Giappone e Italia.

Fra il dicembre 2019 e il giugno 2020 l’Interpol ha confiscato alcolici e bevande potenzialmente dannosi per la salute per un valore di 40 milioni di dollari. Tra i beni sequestrati vi erano prodotti alimentari contaminati da batteri, carne proveniente da animali macellati illegalmente e bevande alcoliche per un valore di oltre 20 milioni di dollari, inclusi vino e vodka.

La tracciabilità di bevande e alimenti può aiutare le aziende a ridurre i rischi legati alla contraffazione e all’adulterazione alimentare. Si può iniziare con l’obbligo per i fornitori di fornire i dati della catena di approvvigionamento sui singoli lotti di ingredienti al punto di fornitura e consegna. Queste informazioni possono essere aggregate in ogni fase aggiuntiva della catena di approvvigionamento, inclusa la consegna ai rivenditori, per fornire una tracciabilità dei singoli lotti di ingredienti.

Adottare la tracciabilità nella supply chain alimentare

 I pericoli legati all’adulterazione alimentare e al mancato rispetto delle norme sulla sicurezza alimentare, possono avere effetti gravi tanto quanto quelli che avvengono nel caso dei farmaci illegali. Proprio per questo motivo l’industria alimentare è la candidata ideale per recepire nuove norme per la tracciabilità dei prodotti. Tuttavia, le aziende che non hanno ancora implementato delle soluzioni di tracciabilità sulle loro linee di produzione, dovrebbero iniziare a farlo fin da ora.

Oltre alla conformità e alla sicurezza dei consumatori, la tracciabilità end-to-end di prodotti alimentari e bevande rappresenta anche un’opportunità per le aziende per avere un maggiore scambio di dati con rivenditori, fornitori e consumatori. Questi dati possono offrire nuove opportunità alle aziende alimentari per affrontare rischi e sfide e per fornire la trasparenza necessaria per gestire le catene di approvvigionamento in modo più efficiente.

Man mano che ci spostiamo ulteriormente nell’era dei big data, tali soluzioni diventeranno una parte cruciale del business quotidiano e un elemento di differenziazione competitivo significativo. Tutte le aziende che lavorano nel settore alimentare e delle bevande devono essere pronti a cogliere questa opportunità.

Con oltre 50 anni di esperienza, nimax è in grado di fornirvi le migliori soluzioni per la codifica e marcatura di prodotti alimentari e del beverage, garantendovi la massima tracciabilità lungo la supply chain.

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