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Prodotti contraffatti e interruzione della supply chain

La pandemia ha interrotto le supply chain e fatto aumentare i prodotti contraffatti, come possono difendersi le aziende?

interruzione supply chain prodotti contraffatti

Se pensavamo che i problemi delle supply chain causati dal Covid-19 e dai lockdown globali sarebbero stati temporanei, purtroppo ci sbagliavamo.

Dopo due anni, tutti i paesi del mondo stanno affrontando problemi e interruzioni delle supply chain mai visti prima. La domanda di prodotti (di tutti i tipi di prodotti, dal food and beverage all’elettronica) è aumentata come mai prima d’ora, mentre la carenza di lavoratori, di componenti e di materie prime, problemi di logistica e di trasporti, rincari e interruzioni nelle forniture energetiche hanno creato la tempesta perfetta. Tempesta al cui centro si trova la supply chain globale.

La pandemia ha mostrato i punti deboli del mercato e ha avuto impatti diretti e indiretti sull’acquisto e vendita dei beni a livello globale. Infatti, secondo l’International Chamber of Commerce’s (ICC), la pandemia ha minato la sicurezza della supply chain come mai fino ad ora.

Il conflitto tra aumento della domanda e mancanza di materie prime ha portato alla luce tutte le vulnerabilità della supply chain globale, che sono state sfruttate dalle organizzazioni criminali per la vendita di prodotti contraffatti, che spesso sono di scarsa qualità e persino pericolosi per i consumatori.

interruzione supply chain contraffazione dei prodotti
Prodotti contraffatti

I prodotti contraffatti possono essere divisi in due grandi categorie: ingannevoli e non ingannevoli.

I prodotti non ingannevoli sono dei beni che risultano facilmente contraffatti agli occhi dei consumatori, a causa del loro prezzo, qualità e luoghi in cui vengono venduti. Sono dei prodotti che, ad esempio, vengono proposti da commercianti ambulanti o rivenditori online a un prezzo irrisorio nonostante siano, in teoria, dei marchi di lusso.

I prodotti ingannevoli, invece, spesso sono identici a quelli autentici per prezzo, packaging ma non per qualità. I consumatori fanno un ordine per prodotti che credono autentici ma ricevono qualcos’altro, spesso dei prodotti che, nella migliore delle ipotesi, potrebbe andare i pezzi dopo poco settimane, ma che possono causare anche danni seri.

Questi tipi di prodotti contraffatti emergono con maggiore frequenza quando la domanda non è in grado di essere soddisfatta da fornitori e produttori, a quel punto i consumatori si rivolgono a rivenditori terzi e a venditori illegittimi per comprare prodotti che non riescono a procurarsi da nessun’altra parte.

Diversi studi dimostrano che più del 25% dei consumatori hanno involontariamente acquistato online dei prodotti contraffatti, e test condotti dall’U.S. Government Accountability Office hanno rilevato che due prodotti di marca su cinque disponibili online tramite rivenditori di terze parti potrebbero essere contraffatti.

Ma la contraffazione non si limita solo alla moda o all’elettronica, alcuni dei prodotti contraffatti più comuni sono

  • Prodotti per il makeup
  • Prodotti per la cura della pelle
  • Medicinali
Materiali contraffatti

Anche le materie prime contraffatte pongono un serio problema. Quando le supply chain vengono interrotte, la riduzione delle materie prime può portare ad un aumento della contraffazione, che emerge proprio per riempire il vuoto di rifornimenti. Anche in tempi normali, la contraffazione sfrutta le debolezze delle supply chain offrendo prezzi più bassi rispetto a quelli di mercato. Questa contaminazione delle suplly chain pone dei seri rischi, sia alle aziende che ai consumatori.

Oggi questo problema risulta evidente nell’aumento di chip contraffatti per semiconduttori.

I microchip di bassa qualità e contraffatti sono sempre stati un problema, ma oggi, con le supply chain globali in grandi difficoltà e con le aziende di tutto il mondo che fanno fatica a reperire i microchip di cui hanno bisogno per i loro prodotti, il problema è diventato più grande che mai.

Ma il problema non si limita ai microchip per semiconduttori, le componenti e le materie prime contraffatte rappresentano un grave rischio per la sicurezza e la salute dei consumatori, e interessa i settori industriali di tutti i tipi.

verifica prodotti contraffatti
Che danni posso causare ad aziende e consumatori i prodotti contraffatti?

La creazione e la vendita di prodotti illegali hanno diversi effetti sulle aziende.

I prodotti contraffatti non causano solo una perdita economica iniziale, ma danneggiano la reputazione di un brand agli occhi dei consumatori. Un ulteriore esborso è dovuto proprio agli sforzi posti dalle aziende nella lotta contro i prodotti contraffatti.

Ma la contraffazione crea anche dei rischi concreti alla salute dei consumatori.

Un paio di occhiali da sole falsi non sembrano nulla di che, ma se sprovvisti della protezione UV, possono avere effetti dannosi per gli occhi di chi li utilizza. I medicinali o i prodotti per la personal care falsificati, invece, potrebbero contenere elementi dannosi o inadatti all’utilizzo originale, cosa che può avere effetti devastanti, come quando, ad esempio, in Cina nel 2004 del latte in polvere contraffatto contenente livelli inferiori di proteine, ferro e zinco rispetto ad altri latte in polvere “regolari”, ha portato alla morte di almeno 50 bambini.

Come affrontare il problema dei prodotti contraffatti

L’approccio più efficace contro la contraffazione è quello collaborativo, che vede i partner della supply chain, i consumatori e le autorità lavorare insieme per individuare i prodotti contraffatti, condividendo prodotti, conoscenze e nel perseguire i trasgressori.

Per le aziende, un ottimo punto di partenza è garantire che i prodotti siano dotati di identificatori univoci che vengano utilizzati per verificare che i prodotti siano legali e conformi alle norme.

Negli ultimi anni, sono stati moltissimi i paesi che in tutto il mondo hanno introdotto leggi che richiedono identificatori univoci, o processi di serializzazione in alcuni settori, per facilitare la tracciabilità per fermare il traffico di prodotti illegali, rubati.

Eccone alcune:

  • Direttiva Europea sui medicinali falsificati (FMD 2001/62/EU) – impone la serializzazione dei medicinali prescrivibili per facilitarne la tracciabilità su tutto il territorio europeo.
  • Direttiva Europea sulla tracciabilità dei dispositivi medici (2017/745/EU) – impone la serializzazione dei dispositivi medici e del loro packaging, oltre alla loro registrazione sul database centrale EUDAMED, facilitando in questo modo la tracciabilità dei dispositivi medici su tutto il territorio europeo.
  • Direttiva Europea sui prodotti del tabacco (2014/40/EU) – impone la serializzazione del packaging di prodotti del tabacco per facilitarne la tracciabilità su tutto il territorio europeo.
    US Federal Drug Supply Chain Security Act (DSCSA) – impone la serializzazione dei medicinali prescrivibili per facilitarne la tracciabilità lungo tutto il territorio statunitense.
  • Normativa russa sul codice crittografico Chestny ZNAK – impone la serializzazione di medicinali prescrivibili e da banco e di diversi altri prodotti, tra cui tabacco e profumi, per facilitarne la tracciabilità lungo tutto il territorio della Federazione Russa.

Anche i settori industriali che non hanno l’obbligo di serializzazione dei loro prodotti possono comunque imparare molto da queste leggi.

Queste norme, infatti, sono supportate da database e sistemi che facilitano la tracciabilità dei prodotti serializzati, permettendo alle aziende di verificare l’efficacia dei loro prodotti. La stessa tecnologia può essere utilizzata per fornire questa capacità anche a partner, rivenditori e consumatori, sia che l’azienda sia obbligata o meno a farlo per legge.

identificatore univoco tracciabilità serializzazione prodotti

Un codice QR o Datamatrix serializzato e leggibile da uno smartphone, ad esempio, può essere usato per verificare l’autenticità di un prodotto una volta che arriva tra le mani del consumatore. L’applicazione di un codice 2D è un processo economico e relativamente semplice, e una volta che viene applicato sul packaging, una semplice scansione può dirigere i consumatori verso un sito web che ne garantisca la legittimità. I contraffattori possono replicare l’aspetto di un packaging, ma non potranno mai creare un codice QR che identifichi in modo univoco il prodotto.

In alcuni settori potrebbe non essere possibile realizzare la serializzazione in breve tempo, ma inserire un codice serializzato su singoli imballaggi o pallet può comunque facilitare la condivisione di informazioni e aiutare ad accertare che prodotti contraffatti non finiscano tra le mani dei consumatori.

Dubbi o domande? Rivolgetevi agli esperti nimax

La contraffazione dei prodotti non riguarda solo i prodotti di lusso. La lotta contro la contraffazione è globale e riguarda qualsiasi settore, da quello industriale a quello elettronico, dal food and beverage ai cosmetici. Oggi, in tutto il mondo le aziende si trovano ad affrontare gli stessi problemi di supply chain e di domanda, e il rischio di prodotti contraffatti è più grande che mai.

In quanto fornitore di sistemi di codifica e marcatura, nimax ha collaborato con aziende di settori diversi per supportarle nella serializzazione dei loro prodotti e nel fornir loro gli strumenti e la tecnologia per condividere le informazioni e rendere più semplice e chiara la supply chain.

Se volete saperne di più mettetevi in contatto con i nostri esperti o richiedete subito una consulenza gratuita senza impegno.

consulenza codifica e marcatura