Nimax: “Nessuno stop alla manutenzione”

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Durante l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, nimax ha proseguito normalmente la propria attività, seguendo una serie di precauzioni per garantire la sicurezza dei nostri dipendenti e dei nostri clienti.

Nimax ha potuto proseguire normalemente con la sua attività grazie alle centinaia di clienti appartenenti alla filiera agroalimentare e del life science, oggi sempre più fondamentali per il nostro Paese e che per nessun motivo potevano interrompere la loro attività.

Come ha spiegato il nostro Marketing Manager Stefano Paolucci a Italia Imballaggio: “Abbiamo deciso di restare aperti per garantire loro tutta l’assistenza necessaria, prestando la massima attenzione alle indicazioni sanitarie fornite dalle autorità competenti per affrontare questa emergenza sanitaria, garantendo la salute dei nostri dipendenti, dei nostri clienti e, quindi, della collettività”

Intervista a Sebastian, membro del team nimax: “Questi mesi? Non solo pandemia e lockdown”

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L’emergenza sanitaria legata al Covid-19 e il conseguente lockdown non hanno fermato l’attività di nimax. La nostra azienda ha continuato a lavorare senza interruzioni, ma seguendo una serie di precauzioni per garantire la sicurezza dei nostri dipendenti e dei nostri clienti. Tra le varie precauzione prese, una delle più importanti è l’agevolazione dello smartworking per quante più persone possibili, per evitare così di avere affollamenti nelle nostre sedi.

Coronavirus: nimax è al lavoro anche durante l’emergenza sanitaria

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L’emergenza Covid-19 non ferma l’operatività di nimax, che è rimasta al lavoro anche durante il lockdown che ha interessato una vasta parte del tessuto economico italiano.

Una scelta dettata dalla nostra volontà di affiancare fattivamente i nostri Clienti – molti dei quali fanno parte delle filiere agroalimentare e farmaceutica – anche in un momento così difficile, per garantire tutta l’assistenza necessaria: si tratta infatti di settori oggi più che mai fondamentali per il nostro Paese e che non possono assolutamente interrompere le loro attività.

Continuano quindi senza interruzione tutti gli interventi di riparazione e manutenzione presso gli stabilimenti produttivi dei Clienti, ma non solo.

Quanto costa l’assenza di sistemi di ispezione e controllo alle industrie del food?

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L’assenza di sistemi di ispezione e controllo qualità alimentare può costare molto alle industrie del food.

Per le aziende del settore alimentare infatti, è fondamentale dotarsi di un sistema automatico per il controllo e ispezione in linea dei prodotti.

L’assenza di tecnologie adeguate comporta gravi sanzioni e l’esclusione dal mercato della Grande Distribuzione (GDO).

Ciononostante, sono ancora troppe le aziende che ancora oggi non soddisfano i requisiti minimi in materia di ispezione e controllo degli alimenti.

Ciò che frena molte aziende ad affrontare questo tema è sia l’errata convinzione che i costi da affrontare siano troppi, che la diffidenza ad affrontare normative spesso complesse e articolate.

Richiamo di prodotti dovuto ad un errore umano

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Sbagliare è umano, ma può essere anche costoso. Spesso un banale errore umano durante la fase di inserimento dei dati della codifica può portare ad un richiamo di prodotti, cosa che si riflette negativamente sulle aziende non solo dal punto di vista economico, ma anche per quello che riguarda la loro immagine e la loro reputazione.

È stato stimato che negli Stati Uniti nel 2017, oltre il 45% dei richiami di prodotti alimentari era dovuto dalla mancanza di corrette informazioni su allergeni o ad errori di codifica presenti sulle confezioni.

Ma è possibile prevenire l’errore umano e impedire così il richiamo di prodotti?

Grazie alla automazione della codifica oggi è possibile.