CORRIERE DI BOLOGNA
«We can’t stop. Non ci possiamo fermare».
Così Nicola Montanari, amministratore delegato di Nimax, azienda di via dell’Arcoveggio nata 55 anni fa e partner di riferimento per le imprese nell’ambito della marcatura, etichettatura e ispezione avanzata, ha annunciato l’acquisizione della quota di maggioranza di Domino Systems, società di eccellenza dello stesso settore con sede a Copenaghen.
L’operazione include anche Wichmann System, estendendo la presenza del gruppo italiano in mercati emergenti come Kenya, Tanzania e Uganda. Nasce così un network da oltre 4o milioni di euro di fatturato consolidato,
17o dipendenti tra Italia, Danimarca e Africa orientale e un portafoglio di circa 7.000 clienti in tutto il mondo. Dei 102 dipendenti italiani, 65 sono sotto le Due Torri. Col conglomerato delle aziende acquisite, il gruppo prevede entro il 2.030 di superare i 50-55 milioni di fatturato.
«Siamo una multinazionale tascabile — sottolinea Montanari, che ha dato la notizia della propria politica di espansione al fianco della direttrice generale di Confindustria Emilia Tiziana Ferrari —. Da media piccola azienda, e ancor prima ditta, facciamo un salto coraggioso per implementare le nostre piattaforme digitali integrate, supply chain più efficienti e creare una rete di talenti sempre più ampia», prevedendo oltre all’app MyNimax, già operativa, servizi potenziati dall’intelligenza artificiale con «un forte investimento nella formazione e nell’intelligenza dei dati».
«Siamo già un brand riconosciuto in Italia e in futuro — azzarda il manager —, magari passato la turbolenta fase economico di questi anni, guarderemo a nuovi mercati». Forse, chissà, anche gli Stati Uniti. Non a caso, l’attività di tracciamento dei sistemi a marchio Nimax serve già clienti a stelle e strisce come Coca Cola.